CLASSIFICAZIONE VULNERABILITA’ SISMICA - COME SI OTTIENE ? - A CHI RIVOLGERSI ?

21/01/2019

 

il rischio sismico è un argomento serio pertanto l’auspicio è che la valutazione del rischio sismico di una casa, di una scuola o di un luogo di lavoro, rimanga argomento serio anche quando in futuro gli sgravi fiscali pari 70% della spesa e previsti per tutti i cittadini (che abitano in zone I e II) permetteranno a molti professionisti del settore di lanciarsi in questo ampio mercato di consulenze. (vedi approfondimento su detrazioni per consulenza classificazione vulnerabilità sismica)

Potrete immediatamente riconoscere un bravo consulente semplicemente analizzando il suo approccio all’argomento: un professionista serio punterà molto sull’acquisizione di dati storici, cartacei e temporali del fabbricato, sull’impiego di un laboratorio certificato per effettuare alcune prove sui materiali costruttivi dell’edificio e vorrà illustrarvi tutte le opportunità che vengono a cascata da una diagnosi sismica come il Sismabonus, Sismabonus+Ecobonus, Sismabonus+Ecobonus+BonusRistrutturazione.. etc. Solo dopo vi parlerà della sua abilità di modellazione sismica al computer che è un passo importante ma a mio avviso deve essere l’ultimo buon tassello che completa un processo complicato e delicato.

come precedentemente argomentato in questo articolo, http://www.pro-network.it/vulnerabilita-sismica-delle-nostre-case-e-delle-costruzioni-esistenti-in-generale, il mio punto di vista è che gli edifici esistenti tendenzialmente costruiti fino a fine anni ’90 abbiano delle “Patologie” dal punto di vista sismico, sia per una mancata conoscenza all’epoca degli effetti dei terremoti sugli edifici sia per la mancanza di una cultura sociale in questo senso e non dimentichiamo che i materiali costruttivi invecchiano proprio come noi ma senza che li portiamo mal dal medico a fare un controllo..

(www.giornataprevenzionesismica.it)

Pertanto classificare dal punto di vista sismico un fabbricato significa mettersi nei panni di un medico che di fronte al paziente deve essere in grado di cogliere alcune patologie. Le differenze sono che il paziente dell’ingegnere non parla e non mette in mostra i propri sintomi, sino purtroppo al fatidico momento del terremoto che invece è in grado di innescare subito malattie fulminee. Eppure l’ingegnere può far ricorso a molti strumenti per semplificare il proprio compito:

1- Prima fra tutte l’esperienza: l’esperienza intesa come numero di casi trattati dal singolo professionista ma anche l’esperienza collettiva ben descritta in molti articoli scientifici e testi specialistici. Inoltre gli ultimi e frequenti terremoti hanno dato la possibilità a molti tecnici di andare nei luoghi colpiti e maturare un colpo d’occhio infallibile nei confronti di specifici punti di debolezza di molte vecchie strutture. Palesi problematiche sono già constatabili analizzando le planimetrie architettoniche dell’edificio esistente.

Sono dell’idea che il comune cittadino, come è accaduto in alcuni Paesi sismici avanzati ad esempio la Nuova Zelanda, possa maturare una conoscenza basica di concetti su questo argomento e quindi elenco alcuni di questi difetti visibili e pericolosi presenti usualmente negli edifici:

  • CASE IN MATTONI E MURATURA: le troviamo nei centri storici, nei viali lungo mare e casolari di campagna, tipicamente costruite nella prima metà del ‘900 fino agli anni ’60:
    • presenza di un unico muro portante centrale di spina
    • vano scala posto in posizione fortemente decentrata rispetto alla base dell’edificio
    • tetti realizzati con travi di legno semplicemente appoggiate sui muri, su cui gravano pesanti lastre in pietra e prive di collegamenti tra loro
    • tetti realizzati con sole travi inclinate, anche in c.a. e che esercitano spinte divaricanti sui muri perimetrali
  • CASE e CONDOMINI IN CEMENTO ARMATO: dagli anni ’60 in poi hanno caratterizzato il panorama delle costruzioni esistenti soprattutto per gli edifici multipiano.
    • nei condomini “rialzati” il piano debole formato da pilastri nudi in vista e sopra la massa dell’edificio gravante per diversi piani di altezza
    • segni del degrado atmosferico, barre in acciaio arrugginite ..etc
    • pilastri di piccola sagoma rispetto alle travi
    • vano scala posto in posizione fortemente decentrata rispetto alla base dell’edificio

 

2- Impiego di strumentazione diagnostica: proprio come un medico, l’ingegnere può avvalersi di strumentazione specifica e soprattutto di laboratori specializzati per caratterizzare i materiali impiegati. Quello che interessa in questa fase di acquisizione dati è la caratterizzazione dei parametri resistenti dei materiali strutturali impiegati nella costruzione: la misurazione effettiva permette di tenere in conto la reale resistenza dei materiali presente anche in virtù della loro vita trascorsa. Se volete un risultato di precisione accettabile dovrete accogliere la richiesta dell’ingegnere di fare qualche saggio di indagine e permettere la rottura locale di qualche pezzo (non vitale ovviamente): la buona notizia è che queste spese e quelle di riparazione entrano nel bonus di classificazione sismica.

3- il computer: la modellazione strutturale a computer, a partire dai dati reperiti come descritto sopra e denominata analisi ad elementi finiti fa parte sempre della strumentazione a disposizione dell’ingegnere ma essendo una fase ben distinta del processo preferisco descriverla a parte: qui si possono aprire diverse parentesi, è la fase nella quale il committente sostanzialmente si mette in completa fiducia dell’ingegnere calcolatore in quanto quello che fa l’ingegnere è davvero incomprensibile ai suoi occhi (concedetemi un po’ di ironia) formule matematiche, algoritmi, normative complesse.. eppure un bravo professionista è in grado di mostrarvi brillantemente ed in maniera agevole alcuni risultati certamente condivisibili ed interessanti, ad esempio:

  • la tendenza del vostro edificio a ruotare in malo modo durante un sisma
  • la tendenza di una parete del vostro edificio a uscire fuori dalla struttura principale durante un sisma
  • ed in fine una mappatura nella quale normalmente il colore rosso raffigura tutte le parti destinate a rompersi a causa della prorompenza del terremoto

 

il risultato finale dell’intero processo sinora descritto porta ad una classificazione sismica. Sarà il tuo consulente ad entrare nello specifico ma a carattere generale dovrebbe essere così interpretabile:  

A: sei addirittura più virtuoso delle regole odierne costruttive

B: promosso a pieni voti, sei al pari dei nuovi edifici

C D: medio dovrai sostenere costi di riparazione, la salvaguardia della vita non è tutelata al pari di un edificio nuovo

E F G: puoi subire crolli o dei costi di riparazione anche molto ingenti, in alcuni casi conviene la demolizione; la salvaguardia della vita non è assicurata

 

a disposizione per approfondimenti  

ing. Andrea Canducci  

membro commissione strutture ordine ingegneri della prov. di pesaro e urbino

graduate member presso “Istructe” di londra: institution of structural engineers

membro commissione tecnica nazionale uni ct-021 –SC05 “strutture in legno”

membro commissione tecnica nazionale uni ct-011 “comportamento a fuoco strutture legno”