D&O – ORDINI e ASSOCIAZIONI

30/01/2019

Conoscete le polizze di Responsabilità civile degli amministratori di Società dette anche D&O?

Negli ultimi tempi si è assistito ad una significativa evoluzione di questi tipi di contratti assicurativi.

Contratti assicurativi che in sintesi vanno a tutelare gli Organi apicali in caso di loro mala gestio nel dirigere ed amministrare la struttura da loro condotta.

Si è passati dalle prime polizze, emesse come coperture locali per conto di Multinazionali operanti in Italia, ad un bacino reale e molto variegato di assicurati: dal comitato della Proloco per arrivare alle Pubbliche amministrazioni, alle Banche, agli Ospedali o alle Compagnia di Assicurazione stesse. 

Un settore molto sensibile è quello degli Ordini Professionali: le disposizioni legislative hanno caricato su queste realtà sempre maggiori e nuove incombenze.

Gran parte dei componenti di Ordini e Collegi, stimati professionisti che dedicando del loro tempo privato nel gestire e far funzionare gli organismi di appartenenza, oggi, non godono della visibilità della quale fino a qualche giorno fa rendeva queste posizioni ambite e prestigiose.

Difatti, al pari di Aziende di natura privata, le incombenze e le responsabilità sottese ai ruoli ricoperti, producono dei carichi estremamente gravosi che possono essere fonti di aspri contrasti, liti e diatribe violente.

Le responsabilità nei confronti della Pubblica Amministrazione, dei propri Iscritti, dei Fornitori, di TERZI in GENERE, del proprio PERSONALE DIPENDENTE richiedono una attenzione di altissimo livello ed estrema prudenza. Si pensi solo alle conseguenze in merito alla decisione sugli investimenti predisposti nella gestione dei fondi versati dagli iscritti, o alle possibili criticità riconducibili ad una DECISIONE DISCIPLINARE.

La così detta MALAGESTIO di un Presidente di un Ordine Professionale, del Presidente dell’Associazione degli “Amici della Bocciofila” di un consigliere, di un segretario o del tesoriere, spesso, conduce a difficili conseguenze e a complicati gineprai di responsabilità dai quali è spesso arduo districarsi.

Non si tratta di ipotesi remote o ipotesi scolastiche. Le più importanti Compagnie stanno già gestendo numerosi sinistri di questa natura.

La maggior parte dei professionisti facenti parte di Ordini e Collegi hanno competenze specifiche legate ai loro currricula professionali; un ingegnere civile strutturista sarà sicuramente una eccelsa mente nella sua professione ma probabilmente, avrà delle lacune su altre tematiche molto importanti a livello associativo.

Non è possibile né giusto pretendere che "i nostri professionisti" siano preparati nella gestione dell’Ordine che rappresentano quanto lo sono nella materia di loro appartenenza per “deformazione professionale” e sulla quale esercitano aggiornamenti periodici e allineamenti costanti alle normative di riferimento.

I rappresentanti degli Ordini, già oberati dal carico burocratico quotidiano privato, dagli impegni produttivi propri (ognuno è professionista e generatore di reddito per se e per la propria famiglia) a volte scelgono di rischiare affrontando la pratica disbrigandola autonomamente, altre volte rischiano disbrigando la pratica affidandosi ad altri professionisti. Si fidano e firmano confidando nel professionista. SI fidano del professionista che gli risolve (si spera) il problema insorgente.

Un esempio: Chi è in grado oggi di seguire le proprie fiscalità senza l'aiuto di un esperto? Che sia fiscalità privata o fiscalità dell’Associazione da lui presieduta.

In Italia operano oltre 90.000 forme di strutture a carattere associativo, che si occupano dei settori più vari.

All’interno di queste realtà vi sono migliaia di soggetti, in gran parte volontari, che ogni giorno, si trovano a dover affrontare adempimenti legislativi e particolari questioni, che possono essere di difficile gestione e spesso senza un adeguato supporto tecnico-specialistico-legale.

Ogni giorno rischiano anche con il loro patrimonio, mettendo a rischio la loro reputazione, il loro prestigio personale e professionale.

Conclusione: il confronto e la buona relazione con un intermediario assicurativo esperto ed onesto, con alle spalle una solida Compagnia permetterà di avere giusti consigli e trovare opportuni metodi di trasferimento dei rischi.

Giovanni Della Chiara